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Mataran n. 6 è on line

Il numero estivo di Mataran con la speciale enigmistica che tanto ha fatto parlare coloro che non avevano nulla da dire.

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TAV Venezia-Trieste: il Ministero dell’Ambiente dà ragione al WWF

È recente la notizia che il Ministero dell’Ambiente ha chiesto il riavvio della procedura di Valutazione d’Impatto Ambientale (VIA) per quanto riguarda il progetto TAV Venezia-Trieste. Questa decisione è stata presa dopo l’esamina del rapporto inviato da WWF – Friuli Venezia Giulia. Motivo fondante di questa scelta è la suddivisione del progetto in quattro tronconi da parte di Italferr-RFI (Mestre-Aeroporto M. Polo, Aeroporto-Portogruaro, Portogruaro-Ronchi dei Legionari e Ronchi dei Legionari-Trieste) con quattro diversi studi di impatto ambientale e quattro distinte procedure VIA. Il Ministero ha richiesto l’unificazione dei quattro progetti e delle procedure di VIA. Inoltre la documentazione, oltre ad essere stata inoltrata con notevole ritardo è stata inviata ai Comuni e alle Regioni limitatamente ai tronconi che interessavano i propri territori. Il WWF rileva che questo modo di operare viola le indicazioni fornite dall’Unione Europea e dal Ministero dell’Ambiente, che condannano lo “spezzatino”, volto ad “ostacolare una completa comprensione degli impatti ambientali del progetto e di incentivare da parte delle comunità locali la sindrome di Nimby. Inoltre il WWF fa notare le enormi lacune e i gravi errori negli impatti sull’ambiente e sul patrimonio naturale, la mancanza di alternative al tracciato e al tipo di opera previsto (la VIA serve proprio a presentare nell’esame comparativo più soluzioni al fine di poter scegliere quella preferibile), l’assenza di un’analisi costi-benefici e perfino qualsivoglia dato sui costi dell’opera.
“La riunificazione dei progetti e degli studi in uno solo, implicherà inevitabilmente il riavvio della procedura VIA: il WWF auspica che in questa fase vengano colmate le lacune della documentazione presentata da Italferr-RFI e che sia le Regioni Veneto e Friuli Venezia Giulia, sia i Comuni, dimostrino stavolta maggiore determinazione, pretendendo il rispetto delle norme e un serio approfondimento degli impatti del progetto.”
Il rapporto del WWF