Etichettato: Torviscosa

Appunti per una storia dei sindaci pavidi, accondiscendenti e ricattati nel Friuli del Terzo Millennio – Sull’assemblea del 14/03, parte III

Proseguiamo con il nostro reportage sulla TAV a Gonars. Non chiediamo scusa a nessuno se negli ultimi tempi risultiamo monotematici, ma l’argomento è scottante. Pochi ne parlano, sebbene si stia decidendo il futuro del Friuli e di Gonars senza che ce ne rendiamo conto.
In questo terzo contributo sull’assemblea di Fauglis, cominceremo chiedendoci quanto avrebbe potuto intervenire la popolazione ad un incontro del genere, dove veniva illustrato per la prima volta il progetto.
Innanzitutto bisogna premettere che l’auditorium di Fauglis, seppur provvisto di una piccola sala, non era riempito nemmeno a metà. Perché questo disinteresse da parte della popolazione? Eppure pubblicità a riguardo ne era stata fatta (il Comune ha inviato volantini casa per casa). Che sia ascrivibile ad una crescente e preoccupante indifferenza nei confronti della res publica? O che forse non ci sia coscienza della portata del problema? In effetti è stato rimproverato che il Comune non abbia finora organizzato mai alcuna assemblea in merito.
Il Sindaco Del Frate ha affermato:

«Questo progetto… già nel 2006 il Comune di Gonars aveva firmato assieme agli altri Comuni che sono interessati da questa TAV (…) un protocollo d’intesa, nel quale aveva accertato il posizionamento della TAV sul proprio territorio. Diciamo che questa è stata una cosa molto laboriosa che l’amministrazione precedente ha portato avanti (…) è stato firmato da tutti i Comuni fuorché da Porpetto e Villa Vicentina. (…) il progetto è stato poi approvato all’unanimità in consiglio comunale, insieme alla maggioranza e alla minoranza».

Dunque è mai possibile che l’amministrazione del 2006 abbia firmato il protocollo TAV senza mai consultare la popolazione? Da cinque anni si sa che la TAV sarà costruita a Gonars, ma da quella volta nessuno dei presenti in sala ricorda un’assemblea in merito. In realtà scopriamo dagli archivi on-line del Comune che nel 2008 a Fauglis è stata organizzata una seduta promossa dal movimento NO TAV. Eppure nessuno (ad esclusione dell’ex sindaco Cignola e di un presente) ne aveva memoria. Come avrà modo di spiegare Cignola, in quell’incontro si schierarono in molti contro la TAV, trattandosi oltre tutto di un progetto completamente diverso da quello attuale e molto più impattante. Il fatto che il progetto fosse stato completamente trasformato potrebbe bastare come giustificazione per non aver indetto nuove assemblee informative? Io non ne sono molto convinto. Bisognerebbe porsi qualche domanda: perché l’amministrazione precedente accettò un progetto disastroso e sciagurato com’era quello iniziale ?

Cignola: «Il vecchio progetto era molto più impattante per il comune di Gonars, perché prevedeva l’attraversamento della linea ad alta capacità/alta velocità attraverso il comune di Gonars in parallelo all’autostrada. Quindi erano molti chilometri di attraversamento. Grazie al lavoro assieme agli altri sindaci, il tracciato della TAV si è spostato a sud, quelle di cui parliamo stasera sono le opere di raccordo».

Perché è stato dato il consenso, seppure una parte di popolazione interpellata avesse espresso un parere contrario? E non è ancora più strano che tutti i sindaci (ad esclusione di Porpetto e Villa Vicentina) avessero firmato quel progetto altamente assurdo?

Cignola: «Porpetto ha scelto la strada del no ad oltranza, però forse il no ad oltranza, pur lodevole, pur anche condivisibile da questo punto di vista, ha portato un risultato che Porpetto è più penalizzata. Forse se si fosse fatto un no deciso di tutti i sindaci… forse… (brusii dalla platea)… Questo… Non era, non era… Molti sindaci… Addirittura Cervignano ha chiesto che questa linea passasse all’interno di Cervignano e non all’esterno com’era nel progetto!»

Una delle persone intervenute accenna ad un clima coercitivo creato dall’allora assessore regionale Sonego.

Del Frate: «Bene ha detto il consigliere Cignola, che il paese di Porpetto, che si è tirato fuori, è stato pesantemente penalizzato e… »
Spettatore: «No, no… Non è così, eh! Il paese di Porpetto ha subìto la penalizzazione e si è tirato fuori. Attenzione! Al Comune di Porpetto non è stato permesso di dire la sua. Perché lei non ha vissuto quel clima coercitivo nel quale un certo Sonego ha spinto i sindaci in cambio di varie cose… Ha spinto i sindaci ad approvare un progetto fasullo. Questa è la verità. Per l’amor di dio. Lo lasci dire a chi ha vissuto quelle fasi.»
Del Frate: «Non posso naturalmente ribattere perché non ero presente (…) Però secondo me è vero che chi si tira fuori, poi evidentemente…»
Spettatore: «Non è la causa/effetto… Lei sta ribaltando…»
Del Frate: «…Non può opporre alcun tipo di proposta (brusii dalla platea) per poter migliorare la sua situazione. Se uno poi si tira fuori, chiaramente poi passa dalla parte del torto, questa è la mia opinione. Almeno come mi diceva il consigliere Cignola, se tutti si fossero tirati fuori, sarebbe stato un altro discorso».

Qui un’altra breve testimonianza di quegli anni da parte dell’allora sindaco di Porpetto.

Ora è difficile da credere che le amministrazioni comunali di quel periodo e quelle attuali siano pienamente favorevoli alla TAV. Lo stesso Sindaco Del Frate, l’assessore Budai e l’ex sindaco Cignola manifestano il loro dissenso, ma in un clima di totale arrendevolezza preferiscono discutere unicamente su come costruirla, nell’ormai scontata impossibilità di impedirne la costruzione. Se le amministrazioni comunali avessero unito le forze in difesa del territorio, si sarebbe avuto un potere maggiore in tal senso? E invece perché questa remissività? Disinformazione tra la popolazione e spaccature tra i sindaci, ridotti a rimpallarsi la linea da un confine all’altro, sono gli ingredienti perfetti per evitare ostacoli. A questo punto, quali sono i poteri che decidono? La Regione? Le industrie? Bruxelles? Roma? Trieste? In Friuli chi ci guadagna con la TAV? Di certo non il cittadino comune… È ora di porsi qualche domanda, perché sono troppe le cose non chiare. Perché è troppo strano che in altre regioni italiane ci siano forti manifestazioni di dissenso, mentre in Friuli vigono silenzio e disinformazione. E le amministrazioni stanno facendo veramente l’interesse del territorio e delle persone che rappresentano? Perché non si è cercato di capire se i gonaresi vogliono questa TAV? Perché non c’è stato l’interesse di informare debitamente la popolazione? Perché il Sindaco ha organizzato un’assemblea per ascoltare i pareri dei cittadini, salvo tentare per lo più vanamente di censurare ogni discorso contrario alla TAV (e quindi quasi tutti gli interventi)?

Del Frate: «Io credo che nessuno di noi, qua dentro, sano di mente, vuole la TAV. Però bisogna fare i conti con la realtà. Ma è inutile che questa serata diventi una serata in cui si dice che la TAV non si fa. Ripeto: se voi volete che scriva che quelli di Gonars non vogliono che la TAV si faccia, loro dicono: ”va bene, grazie” e la fanno come vogliono loro. Continuo a chiedere questa cosa. È chiaro che nessuno voglia la TAV. (…) Guarda che la serata, c’è scritto sull’invito, destinata ai residenti del Comune di Gonars, per osservazioni sul tracciato. Non è una serata TAV o NO TAV».

E così, il signor Claudio Boaro, intervenuto durante l’assemblea di Fauglis, proclama:
«L’amministratore non deve fare da megafono alla Regione, ma deve rappresentare il cittadino».

Annunci

Una lettera che solleva qualche perplessità – Sull’assemblea del 14/03, parte II

Ci eravamo chiesti come sarebbe stato possibile che i cittadini potessero formulare osservazioni in merito ad un progetto di cui fino a poco più di un mese fa neppure la giunta comunale ne sapeva un granché. Da quello che ci viene riferito, la proposta del progetto TAV riguardante Gonars sarebbe arrivato solamente nel mese di gennaio sui tavoli degli amministratori comunali. È chiaro come non risultasse facile effettuare un’analisi nel breve tempo a disposizione, considerando che la scadenza per presentare osservazioni in merito sarebbe dovuta essere a fine febbraio. È per questo motivo che nel precedente incontro intercomunale di Bagnaria, l’assessore regionale Riccardi annunciò di posticipare il termine previsto dalla legge, anche se non si è ben capito a quando, ne’ tanto meno se ne avesse avuto la facoltà. Comunque, se è vero che l’assemblea di Fauglis sia stata organizzata per raccogliere il parere dei cittadini è altresì vero che il Comune aveva già inviato in Regione una serie di osservazioni a riguardo. Proprio su questo argomento il capogruppo della minoranza Cignola, esprime sbalordimento, affermando di non esserne stato a conoscenza. L’assessore Boemo spiega che la scelta è stata effettuata come forma di tutela, mentre il Sindaco rassicura che ogni decisione verrà portata in consiglio. Ora è lecito chiedersi in cosa consista questa tutela. È evidente che agendo così, la giunta non abbia la piena certezza che le future osservazioni vengano prese in considerazione dalla Regione, venendo ad essere formulate solo dopo la data ufficiale di presentazione. A questo punto ci piacerebbe veramente capire se l’assessore regionale Riccardi avesse avuto l’effettivo potere di posticipare le date, cosa messa in dubbio anche da alcune persone intervenute nel corso dell’assemblea.

Aiutare Bagnaria aiuterà Gonars

È stato tra gli interventi più applauditi, all’assemblea del 26 febbraio, quello di Tiziano Felcher, consigliere comunale di minoranza del Comune di Bagnaria Arsa, che ha chiesto l’interramento dello svincolo ferroviario che dovrà collegare Palmanova con lo scalo di Cervignano e con la linea alta velocità. L’intervento così com’é distrugge il territorio di Bagnaria Arsa, già gravato da importanti infrastrutture, come l’autostrada A4 (che verrà presto allargata), con annesso svincolo, e la linea ferroviaria a un binario Palmanova – Cervignano, attraversandolo in ben tre punti.
La proposta lanciata da Felcher è sicuramente un vantaggio non solo per Bagnaria Arsa, ma anche per gli altri Comuni interessati dallo svincolo, tra cui c’è Gonars. I costi ovviamente saranno molto più alti, ma una popolazione che non avrà alcun vantaggio da quest’opera, e si farà carico solo dei disagi, merita che si faccia tutto il possibile per minimizzare l’impatto.
Felcher chiede poi, che il Comune di Bagnaria Arsa non venga lasciato solo nel portare avanti questa iniziativa, ma che sia appoggiato dalle amministrazioni dei Comuni limitrofi. Anche se, c’è da dire che già il suo Sindaco si riteneva soddisfatto delle modifiche apportate al tracciato, e non aveva nemmeno accennato a questa eventualità.
Durante l’ultimo Consiglio Comunale a Gonars la soluzione dell’interramento della ferrovia era guardato con favore. Lunedì come già annunciato, per la popolazione gonarese, si terrà un’incontro dove verrà spiegato il progetto, e verranno presentate delle osservazioni. Ciò che personalmente mi auguro per lunedì, è di vedere maggioranza e opposizione che portano avanti, con una linea comune, una proposta che miri a tutelare gli interessi dei cittadini. Ma non solo di Gonars.