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Corsia d’Emergenza n.5 – Con un solo erore

Tra un Festival Gonarese, un set cinematografico e un contributo alla realizzazione di GonarSOLidale (senza contare esami e impegni lavorativi vari), troviamo anche il modo di scrivere, impaginare e distribuire il sesto numero del giornale Corsia d’Emergenza. E poi c’è chi dice che non facciamo cose serie! 🙂
Ormai è quasi una settimana che è arrivato nelle case dei gonaresi. Per chi non lo avesse ricevuto o abitasse fuori dal Comune, ecco a voi il pdf di questo numero.

Corsia d’Emergenza n°5

TAV Venezia-Trieste: il Ministero dell’Ambiente dà ragione al WWF

È recente la notizia che il Ministero dell’Ambiente ha chiesto il riavvio della procedura di Valutazione d’Impatto Ambientale (VIA) per quanto riguarda il progetto TAV Venezia-Trieste. Questa decisione è stata presa dopo l’esamina del rapporto inviato da WWF – Friuli Venezia Giulia. Motivo fondante di questa scelta è la suddivisione del progetto in quattro tronconi da parte di Italferr-RFI (Mestre-Aeroporto M. Polo, Aeroporto-Portogruaro, Portogruaro-Ronchi dei Legionari e Ronchi dei Legionari-Trieste) con quattro diversi studi di impatto ambientale e quattro distinte procedure VIA. Il Ministero ha richiesto l’unificazione dei quattro progetti e delle procedure di VIA. Inoltre la documentazione, oltre ad essere stata inoltrata con notevole ritardo è stata inviata ai Comuni e alle Regioni limitatamente ai tronconi che interessavano i propri territori. Il WWF rileva che questo modo di operare viola le indicazioni fornite dall’Unione Europea e dal Ministero dell’Ambiente, che condannano lo “spezzatino”, volto ad “ostacolare una completa comprensione degli impatti ambientali del progetto e di incentivare da parte delle comunità locali la sindrome di Nimby. Inoltre il WWF fa notare le enormi lacune e i gravi errori negli impatti sull’ambiente e sul patrimonio naturale, la mancanza di alternative al tracciato e al tipo di opera previsto (la VIA serve proprio a presentare nell’esame comparativo più soluzioni al fine di poter scegliere quella preferibile), l’assenza di un’analisi costi-benefici e perfino qualsivoglia dato sui costi dell’opera.
“La riunificazione dei progetti e degli studi in uno solo, implicherà inevitabilmente il riavvio della procedura VIA: il WWF auspica che in questa fase vengano colmate le lacune della documentazione presentata da Italferr-RFI e che sia le Regioni Veneto e Friuli Venezia Giulia, sia i Comuni, dimostrino stavolta maggiore determinazione, pretendendo il rispetto delle norme e un serio approfondimento degli impatti del progetto.”
Il rapporto del WWF

Appunti per una storia dei sindaci pavidi, accondiscendenti e ricattati nel Friuli del Terzo Millennio – Sull’assemblea del 14/03, parte III

Proseguiamo con il nostro reportage sulla TAV a Gonars. Non chiediamo scusa a nessuno se negli ultimi tempi risultiamo monotematici, ma l’argomento è scottante. Pochi ne parlano, sebbene si stia decidendo il futuro del Friuli e di Gonars senza che ce ne rendiamo conto.
In questo terzo contributo sull’assemblea di Fauglis, cominceremo chiedendoci quanto avrebbe potuto intervenire la popolazione ad un incontro del genere, dove veniva illustrato per la prima volta il progetto.
Innanzitutto bisogna premettere che l’auditorium di Fauglis, seppur provvisto di una piccola sala, non era riempito nemmeno a metà. Perché questo disinteresse da parte della popolazione? Eppure pubblicità a riguardo ne era stata fatta (il Comune ha inviato volantini casa per casa). Che sia ascrivibile ad una crescente e preoccupante indifferenza nei confronti della res publica? O che forse non ci sia coscienza della portata del problema? In effetti è stato rimproverato che il Comune non abbia finora organizzato mai alcuna assemblea in merito.
Il Sindaco Del Frate ha affermato:

«Questo progetto… già nel 2006 il Comune di Gonars aveva firmato assieme agli altri Comuni che sono interessati da questa TAV (…) un protocollo d’intesa, nel quale aveva accertato il posizionamento della TAV sul proprio territorio. Diciamo che questa è stata una cosa molto laboriosa che l’amministrazione precedente ha portato avanti (…) è stato firmato da tutti i Comuni fuorché da Porpetto e Villa Vicentina. (…) il progetto è stato poi approvato all’unanimità in consiglio comunale, insieme alla maggioranza e alla minoranza».

Dunque è mai possibile che l’amministrazione del 2006 abbia firmato il protocollo TAV senza mai consultare la popolazione? Da cinque anni si sa che la TAV sarà costruita a Gonars, ma da quella volta nessuno dei presenti in sala ricorda un’assemblea in merito. In realtà scopriamo dagli archivi on-line del Comune che nel 2008 a Fauglis è stata organizzata una seduta promossa dal movimento NO TAV. Eppure nessuno (ad esclusione dell’ex sindaco Cignola e di un presente) ne aveva memoria. Come avrà modo di spiegare Cignola, in quell’incontro si schierarono in molti contro la TAV, trattandosi oltre tutto di un progetto completamente diverso da quello attuale e molto più impattante. Il fatto che il progetto fosse stato completamente trasformato potrebbe bastare come giustificazione per non aver indetto nuove assemblee informative? Io non ne sono molto convinto. Bisognerebbe porsi qualche domanda: perché l’amministrazione precedente accettò un progetto disastroso e sciagurato com’era quello iniziale ?

Cignola: «Il vecchio progetto era molto più impattante per il comune di Gonars, perché prevedeva l’attraversamento della linea ad alta capacità/alta velocità attraverso il comune di Gonars in parallelo all’autostrada. Quindi erano molti chilometri di attraversamento. Grazie al lavoro assieme agli altri sindaci, il tracciato della TAV si è spostato a sud, quelle di cui parliamo stasera sono le opere di raccordo».

Perché è stato dato il consenso, seppure una parte di popolazione interpellata avesse espresso un parere contrario? E non è ancora più strano che tutti i sindaci (ad esclusione di Porpetto e Villa Vicentina) avessero firmato quel progetto altamente assurdo?

Cignola: «Porpetto ha scelto la strada del no ad oltranza, però forse il no ad oltranza, pur lodevole, pur anche condivisibile da questo punto di vista, ha portato un risultato che Porpetto è più penalizzata. Forse se si fosse fatto un no deciso di tutti i sindaci… forse… (brusii dalla platea)… Questo… Non era, non era… Molti sindaci… Addirittura Cervignano ha chiesto che questa linea passasse all’interno di Cervignano e non all’esterno com’era nel progetto!»

Una delle persone intervenute accenna ad un clima coercitivo creato dall’allora assessore regionale Sonego.

Del Frate: «Bene ha detto il consigliere Cignola, che il paese di Porpetto, che si è tirato fuori, è stato pesantemente penalizzato e… »
Spettatore: «No, no… Non è così, eh! Il paese di Porpetto ha subìto la penalizzazione e si è tirato fuori. Attenzione! Al Comune di Porpetto non è stato permesso di dire la sua. Perché lei non ha vissuto quel clima coercitivo nel quale un certo Sonego ha spinto i sindaci in cambio di varie cose… Ha spinto i sindaci ad approvare un progetto fasullo. Questa è la verità. Per l’amor di dio. Lo lasci dire a chi ha vissuto quelle fasi.»
Del Frate: «Non posso naturalmente ribattere perché non ero presente (…) Però secondo me è vero che chi si tira fuori, poi evidentemente…»
Spettatore: «Non è la causa/effetto… Lei sta ribaltando…»
Del Frate: «…Non può opporre alcun tipo di proposta (brusii dalla platea) per poter migliorare la sua situazione. Se uno poi si tira fuori, chiaramente poi passa dalla parte del torto, questa è la mia opinione. Almeno come mi diceva il consigliere Cignola, se tutti si fossero tirati fuori, sarebbe stato un altro discorso».

Qui un’altra breve testimonianza di quegli anni da parte dell’allora sindaco di Porpetto.

Ora è difficile da credere che le amministrazioni comunali di quel periodo e quelle attuali siano pienamente favorevoli alla TAV. Lo stesso Sindaco Del Frate, l’assessore Budai e l’ex sindaco Cignola manifestano il loro dissenso, ma in un clima di totale arrendevolezza preferiscono discutere unicamente su come costruirla, nell’ormai scontata impossibilità di impedirne la costruzione. Se le amministrazioni comunali avessero unito le forze in difesa del territorio, si sarebbe avuto un potere maggiore in tal senso? E invece perché questa remissività? Disinformazione tra la popolazione e spaccature tra i sindaci, ridotti a rimpallarsi la linea da un confine all’altro, sono gli ingredienti perfetti per evitare ostacoli. A questo punto, quali sono i poteri che decidono? La Regione? Le industrie? Bruxelles? Roma? Trieste? In Friuli chi ci guadagna con la TAV? Di certo non il cittadino comune… È ora di porsi qualche domanda, perché sono troppe le cose non chiare. Perché è troppo strano che in altre regioni italiane ci siano forti manifestazioni di dissenso, mentre in Friuli vigono silenzio e disinformazione. E le amministrazioni stanno facendo veramente l’interesse del territorio e delle persone che rappresentano? Perché non si è cercato di capire se i gonaresi vogliono questa TAV? Perché non c’è stato l’interesse di informare debitamente la popolazione? Perché il Sindaco ha organizzato un’assemblea per ascoltare i pareri dei cittadini, salvo tentare per lo più vanamente di censurare ogni discorso contrario alla TAV (e quindi quasi tutti gli interventi)?

Del Frate: «Io credo che nessuno di noi, qua dentro, sano di mente, vuole la TAV. Però bisogna fare i conti con la realtà. Ma è inutile che questa serata diventi una serata in cui si dice che la TAV non si fa. Ripeto: se voi volete che scriva che quelli di Gonars non vogliono che la TAV si faccia, loro dicono: ”va bene, grazie” e la fanno come vogliono loro. Continuo a chiedere questa cosa. È chiaro che nessuno voglia la TAV. (…) Guarda che la serata, c’è scritto sull’invito, destinata ai residenti del Comune di Gonars, per osservazioni sul tracciato. Non è una serata TAV o NO TAV».

E così, il signor Claudio Boaro, intervenuto durante l’assemblea di Fauglis, proclama:
«L’amministratore non deve fare da megafono alla Regione, ma deve rappresentare il cittadino».