Il “ledanâr” non conta

A fine mese nel nostro Comune entrerà in vigore la nuova raccolta differenziata della CSR, che è stata presentata a Gonars, Fauglis e Ontagnano tra mercoledì e giovedì scorsi. Per chi come me non ha potuto partecipare alla riunione, e per chi non sa ancora se una bottiglia di plastica va buttata nell’umido nella plastica o nella carta (sì c’è ancora qualcuno che si ferma a pensarci e poi sbaglia pure) nel seguente link troverà un pratico pdf che racchiude gran parte dei rifiuti esistenti e indica in quale contenitore conferirli, aiutandoci ad ottimizzare la raccolta:


PRONTUARIO PER LA CORRETTA RACCOLTA DIFFERENZIATA

Sentendo parlare della nuova raccolta, e leggendo i relativi depliant mi sono posto un quesito. Ma il fatto di possedere il caro buon vecchio “ledanâr” (concimaia per i non avvezzi ai termini agricoli friulani) nell’orto non conta proprio nulla? Mi spiego. Al momento tutti pagano la tassa sui rifiuti, che comprende anche lo smaltimento dell’umido. Ma chi l’umido se lo smaltisce da solo perché non viene agevolato? In fondo di questi tempi chi produce una minore quantità di rifiuti che vanno a finire in discarica andrebbe premiato rispetto a chi ne produce di più.
Attualmente la tassa sui rifiuti si paga in proporzione alla superficie dell’abitazione, che a mio parere non un buon indicatore, visto che una persona può abitare benissimo da sola in una casa molto grande. Si capisce per cui che in questo modo nessuno sarà incentivato a produrre meno spazzatura, perché questo inciderà in modo insignificante sulla tassa che andrà a pagare in seguito. La cosa migliore sarebbe che ognuno si pagasse le sue immondizie, in modo che tutti siano incentivati a produrne di meno. Ma ciò pone il problema di come quantificare i kg di rifiuti che produciamo a testa di preciso.
Lo sconto sull’umido invece è qualcosa di più fattibile, almeno per come la vedo io, basterebbe censire le case provviste di letamaio e fare in modo che il costo di smaltimento dell’umido non gravi su queste. Non è certo possibile garantire che chi fa il compostaggio domestico non utilizzi anche il servizio pubblico di smaltimento, ma se lo fa, sarà sicuramente in modo marginale perché “le vasche dal ledan je plêne”.

E voi cosa ne pensate? Lasciate pure i vostri commenti con le vostre idee.

P.S. Le parole in friulano sono scritte come mi venivano, mettendo gli accenti a caso, perché non credo nel friulano scritto, ma questa è un’altra storia…;-)

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  1. Thomas

    Sono assolutamente d’accordo!! La mentalità del “premio a chi risparmia” è un concetto che non vuole proprio entrare! Alla fine una politica energetica e di sostenibilità ambientale si basa anche su presupposti che mirino a consumare meno e a produrre meno rifiuti, e non solo su come produrre nuova energia o dove mettere nuove immondizie!
    un esempio stupido: perchè non si rende obbligatorio per i negozi di tenere le porte chiuse quando sono accesi riscaldamenti o condizionatori in modo da mitigare la dispersione termica? oppure perchè negli ipermercati non vengono messi solamente banchi freezer chiusi e non quelli aperti?
    per i privati è lo stesso…si fanno bollette speciali per diverse fasce di consumo, ma facendo un po’ di conti è sempre chi spende (e consuma) di più ad avere più sconti! Forse è il caso di cambiare qualcosa….

  2. alex

    la lega aveva sollevato lo stesso discorso a castions di strada. la risposta é stata ke nn puoi fare sconti perché se tu hai il ledanar e il tuo vicino no il camion passa lostesso tot giorni a settimana e quindi il costo del servizio ce lo hai sempre e comunque. l’alternativa é abolire il ritiro dell’umido e puntare al 100% su compostaggio domestico, ma nei condomi o se non hai giardino come fai??? poi dovresti istituire controlli per verificare se ki ha lo sconto ledanar effettivamente non usa il cassonetto stradale………. insomma, un bel casino. la domanda però é: questa differenziata spinta serve a pagare meno tassa rifiuti o a contenerne gli aumenti?? questo nessuno se lo chiede……..

    • Alberto Fabio

      Fare la raccolta differenziata non è vantaggioso in termini economici (almeno non per noi, ma per le generazioni successive si) ma lo è in termini ambientali. Io guardo al lato ambientale, e tu probabilmente guardi più al lato economico, dipende dai punti di vista. Se però ci mettessero in condizione di pagare il giusto per quanti rifiuti produciamo saremmo entrambi spinti a produrne di meno, e anche le persone a cui non interessa nulla dell’ambiente contribuirebbero a salvaguardarlo perché è economicamente conveniente, a meno che non ci sia qualcuno che pagherebbe per inquinare. Il problema è mettere in pratica tutto ciò…
      Per quanto riguarda la prima parte del tuo commento penso di aver già risposto all’interno dell’articolo.
      Ciao.

      • Alberto Fabio

        ERRATA CORRIGE
        Replico a me stesso in quanto ho commesso uno sbaglio nel dire che la differenziata non è economicamente vantaggiosa, in quanto non ho tenuto conto del risparmio ottenuto dal mancato conferimento in discarica e/o incenerimento e/o trattamento.
        Per maggiori chiarimenti vedi: “Elementi di ecologia urbana” – Virginio Bettini (pag. 185)

  3. Xander

    Pago volentieri la tassa rifiuti se lo scopo è la riduzione dei rifiuti: la differenziata spinta serve a ridurre il volume di quello che dobbiamo andare a seppellire.
    Il target è il riutilizzo al 100%, nella realtà se arriviamo al 70-80% sarebbe già bene…
    Ah, se l’industria produttiva pensasse ai suoi prodotti anche in ottica “smaltimento” finale, come si risolverebbero molti problemi…. e invece il prezzo domina su tutto, tanto….

  4. alex

    capisco la tua idea dello sconto sul ledanar, detta volgarmente, ma é una cosa non-fattibile. ti ho riportato lo stesso scenario già accaduto a Cjasteons di Strade, a 2 passi da voi, sempre CSR. che ogniuno paghi solo i kg di immondizia che produce é fattibilissimo: ci sono comuni in cui vai al cassonetto con un chiavetta di riconoscimento che quando butti pesa e memorizza tot kg a quel tal codice. altri comuni fanno il porta a porta spinto dove ogniuno ha il suo bidoncino personale e quando glielo svuotano lo pesano. concordo anke io ke la chiave di volta é produrne di MENO. qua in Italia siamo indietro anni luce, a partire dai produttori. esempio: scatola di biscotti, sul lato un papiro che non finisce più sulla sensibilità ambientale dell’azienda, alla fine leggo “modalità di smaltimento dell’involucro: rifiuto indifferenziato”!!!!!

  5. Thomas

    Però ci sono ditte produttrici che già stanno riducendo al minimo gli imballaggi o utilizzano materiali riciclati e/o riciclabili nuovamente! concordo nel dire che deve esserci un cambiamento nella produzione ma è anche vero che noi consumatori quando dobbiamo scegliere un prodotto ci buttiamo inevitabilmente (e anche comprensibilmente) su quello meno costoso, che difficilmente è quello che mira ad un minor impatto ambientale!
    quindi mentre aspettiamo che dall’alto qualcuno cambi qualcosa possiamo comunque iniziare noi con una campagna di “acquisto potenzialmente meno inquinante”.

    • Xander

      esatto thomas.
      Ad esempio io compro prodotti apple che sono stra-riciclabili, peccato che mi costino di più, anche se è vero che il ciclo di vita di un iMac è almeno il doppio di un pc desktop qualsiasi. In poche parole: se qualcosa costa di più, ci sarà pure un motivo…
      Mi piacerebbe però vedere il mondo dell’industria andare in una certa direzione per partito preso e non per assecondare le volontà degli (anche se pochini ancora) utenti.

  6. Cristiano Urban

    Suvvia ragazzi, la discussione è molto interessante, non prendiamocela per una “i” adesso… Certo, è comunque importante sforzarsi di scrivere in italiano decente.

    Xander dice:

    Ad esempio io compro prodotti apple che sono stra-riciclabili, peccato che mi costino di più, anche se è vero che il ciclo di vita di un iMac è almeno il doppio di un pc desktop qualsiasi. In poche parole: se qualcosa costa di più, ci sarà pure un motivo…

    Si è vero. Un Mac è indubbiamente un investimento a lungo termine. So di gente che ha comperato un portatile Apple e dopo quasi una decina d’anni non l’ha ancora cambiato con uno nuovo. Tuttavia non sono d’accordo sul fatto che l’hardware debba costare così tanto. Certo va tenuto da conto il fatto che anche l’estetica viene curata divinamente e che i materiali di cui è composto il telaio sono di qualità. Non si può dire altrettanto di certi altri portatili fatti di “plasticaccia” per così dire. Credo però che il vero punto di forza degli Apple, più che l’hardware, sia il sistema operativo, che è letteralmente una bomba, ottimizzato al massimo per una gamma ristretta di hardware su poche macchine.
    Però ora mi tocca chiedervi scusa per questo “off-topic”. Infatti questo mio commento non c’entra molto col contesto…

      • Cristiano Urban

        Si si, hai ragione! Intendevo solamente dire che il mio post era un po’ off-topic perchè ho scritto qualcosa in più che forse andava oltre la discussione. Quello che hai scritto tu secondo me va benissimo!

  7. alex

    qua mi sa che tra “i” e “Mac” si é andati abbondantemente o.t.! il discorso proposto (sconto ledanar) era interessante. il mio primo commento, basato su un dibattito già avvenuto a Castions di Strada, ha dato esauriente spiegazione all’improponibilità dello sconto.

  8. alex

    dibattito già avvenuto in consiglio comunale a seguito di una interpellanza di un gruppo di minoranza alla quale ha dato risposta l’assessore competente… no parceche lu ai sintut disi in te ostarie.

    • Alberto Fabio

      Le perplessità e le difficoltà di applicazione espresse nel tuo primo commento sono condivise anche da me, tant’è che ne riporto alcune anche nell’articolo originale. Hai ragione quando dici che il camion passa lo stesso ma il suo costo potrebbe essere spalmato in modo diverso sull’utenza. Per l’assessore di Castions di Strada è improponibile, per me non è impossibile, anche se le difficoltà di applicazione ci sono come giustamente fai notare.
      Volevo invece chiederti di portarmi l’esempio di un comune che ha la tecnologia della “chiavetta” che citavi in un tuo commento precedente. Quello è sicuramente il metodo più equo, ne avevo già sentito parlare, ma non sapevo che fosse stato attuato anche in Italia. Se la cosa è fattibile si potrebbe proporre nei nostri comuni che facciano pressione sul gestore della raccolta per l’adozione di questo sistema.

  9. alex

    non é stato definito “improponibile”, semplicemente il vantaggio economico é stato valutato marginale, esiguo. devi contare anche i costi dei controlli ulteriori da attuare per verificare che chi ha lo sconto non smaltisca in cassonetto. tra i costi che si possono tagliare, subito, secondo me, c’é il cassonetto del verde! quello si che nei nostri comuni é inutile, perché chi taglia l’erba e ha il ledanar é certo al 100% che la butta nel ledanar, chi non ce l’ha può dotarsi di compostiera da mettere in giardino, per altri casi (ramaglie) rimane la benna in ecopiazzola. il cassonetto con la kiave lo vidi in vacanza anni fa: dammi modo di trovare le foto e ti indico la località!

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