Risposta al Sindaco – parte 2

Qui di seguito la risposta del direttore di redazione alla lettera del Sindaco di Gonars Marino Del Frate.

La lettera che riceviamo dal Sindaco ci permette di fare chiarezza sugli intenti del nostro giornale. Corsia d’Emergenza non è una testata con idee preconfezionate. Corsia d’Emergenza è composto da persone libere d’esprimere il loro pensiero senza essere subordinate a prescrizioni dettate dall’alto. Sulla TAV, così come per ogni altro argomento d’interesse pubblico, non esiste una cristallizzazione di pensiero precostituito, ma una molteplicità di pareri e idee, molte volte frutto di confronti e dibattiti all’interno della redazione stessa. Il nostro gruppo non porta bandiere di partiti, movimenti o colori politici. La diversità di idee viene vissuta come una ricchezza, non come un ostacolo da abbattere. Per questo motivo noi guardiamo bene dal difenderci da coloro che sentono la necessità di incasellare le persone all’interno di un gruppo che ne detti un pensiero unico. Questa è una visione nefasta, limitatrice e non fa altro che favorire un’uniformazione del pensiero, reprimendo ogni occasione di crescita, nell’implicito tentativo di controllare strenuamente quelle voci che possano solo minimamente alzarsi al di fuori del coro.

 Io sono stato criticato di non avere raccontato i fatti nella loro completezza riguardo all’assemblea sulla TAV di Fauglis. Ho scritto tre articoli in proposito, mentre altri tre erano fermi in attesa di pubblicazione. Non ho potuto fare altrimenti, per ragioni di tempo e approfondimento.
Lei afferma che il problema della TAV è stato dibattuto in modo ampio dai media, ma dovrebbe sapere benissimo che non è vero, in quanto le televisioni hanno affrontato per lo più i casi eclatanti come in Val di Susa, mentre i giornali hanno parlato solo di pochi fatti di cronaca, senza entrare nel merito del progetto. Allo stesso tempo risulta superfluo, se non addirittura grottesco, il tentativo di rimpallare le cause delle mancate assemblee all’amministrazione comunale precedente. Non solo perché va a rimarcare inutilmente ciò che io stesso avevo affermato a voce durante l’assemblea di Fauglis e in forma scritta su questo blog, ma soprattutto perché denota la strumentale esigenza di addossarsi continuamente la causa di qualsiasi problema dalla giunta all’opposizione e viceversa, spesso perdendo di vista il senso del discorso.
È verissimo che l’assemblea era destinata ai residenti per proporre modifiche e proposte sul tracciato gonarese della TAV. Traduzione di ciò? Organizzare un’assemblea, in cui la dicitura “residenti” avrebbe facilmente motivato l’esclusione dal dibattito dei gruppi NO-TAV, lasciando la parola a persone che non avrebbero avuto molto da dire, essendo la prima volta che veniva presentato il progetto. Chi ha organizzato l’assemblea non aveva calcolato che presumibilmente nessuno aveva avuto l’opportunità di studiare la copiosa documentazione per poter fare proposte sensate? Un normale cittadino, che non è un ingegnere tecnico o un esperto di scienze ambientali, cosa può dire più di «non la voglio sul mio campo» o «non la voglio davanti a casa»? E come è possibile continuare a ragionare in termini di territorio comunale? A cosa serve fare proposte che divergono, se non addirittura collidono, con quelle del Comune vicino?
È sicuramente apprezzabile che sia stata organizzata la riunione con lo scopo di illustrare il progetto per sentire i primi pareri, ma moltissime cose non sono state chiarite. I non residenti, seppur senza diritto di parola, hanno posto molte questioni rilevanti e di necessario approfondimento. Tra questi argomenti cito la richiesta di un rapporto costi/benefici che sarebbe dovuto essere chiesto prima dell’approvazione del progetto, la possibilità di potenziare le linee preesistenti, la questione delle ditte appaltatrici che non sarebbero del territorio e che quindi non offrirebbero opportunità lavorative, il rischio dell’apertura di nuove cave anche nel territorio gonarese, il plausibile aumento di traffico dei camion che trasportano materiale, la richiesta di fare un tavolo tra i vari comuni della zona. Queste osservazioni non possono essere considerate secondarie o fuori argomento, come Lei ha più volte affermato. È stato un non residente ad informare che l’alta velocità della linea non sarà reale, mentre i costi sono quelli di una vera linea ad alta velocità. Io non credo che le persone che hanno portato alla luce queste tematiche abbiano commesso un’ingiusta violenza nei confronti dei residenti. Anzi, questi sono argomenti di primaria importanza che altrimenti non sarebbero stati posti al centro dell’attenzione.
Per quanto riguarda le proposte di interramento o di trincea a cui Lei fa riferimento, criticandomi di non averle citate negli articoli, non posso far altro che ricordarLe che sono suggerimenti fatti da Lei stesso e dagli assessori. Sull’interramento è stato Lei il primo a parlarne, salvo rilevare due ulteriori  interventi dell’assessore Boemo (che ha ritenuto l’idea difficilmente applicabile per gli alti costi) e del consigliere Cignola (che l’ha definita un’utopia). Riguardo alla trincea ne ha parlato l’assessore Budai e uno di quelli che Lei definisce No-Tav. Infine per quanto concerne lo spostamento di tracciato, riporto direttamente l’intervento:

 Spettatore: «Io volevo chiedere: perché non può passare sul vecchio tracciato?»
Sindaco: «Ooh, finalmente una persona che secondo me ha un minimo di responsabilità, di  rimanere nel tema della giornata e contribuisce effettivamente a cercare non di togliere la TAV, che non sarà il Comune di Gonars a tirarla via (…) comunque va benissimo, questa è una cosa…»
Spettatore: «Io volevo dire … a me personalmente la TAV non mi sta bene.»
Sindaco: «Neanche a me.»
Spettatore: «Aldilà del fatto che verrò toccato come terreno, no… Ma anche come persona. Io abito a Fauglis… non va bene. Non va bene, perché uno si sveglia la mattina e… cosa vede?»
Sindaco: «No no, ma questo lo abbiamo capito. Cioè la nostra idea poteva essere in qualche modo di interrare sul sedime della vecchia ferrovia, così avrebbe un impatto inferiore.»
Spettatore: «E poi c’è la linea vecchia che corre a 150 metri. Io dico se non ci fosse stata quella vecchia, ma esiste…»
Sindaco: «Va bene, ho capito perfettamente. Sarà nostra premura segnalare queste cose (…)»

 Se secondo Lei queste sono osservazioni riportate dalla popolazione in due ore di assemblea, e se ritiene che tutto il resto non sia conforme con l’argomento della discussione, non posso far altro che prenderne atto e comprendere la sua diversa interpretazione degli avvenimenti.
Lei gradirebbe maggior equità e oggettività, ma questo non significa mancanza di visione critica.
Lei gradisce da parte nostra maggior rispetto per i cittadini gonaresi che la pensano diversamente da noi? Non credo di aver mancato di rispetto a nessuno dei gonaresi. Ho semplicemente posto delle domande ed espresso qualche critica. Ho apprezzato che l’attuale Amministrazione abbia creato un’occasione di dibattito, ma non ho assolutamente apprezzato il rimprovero che ben due volte Lei mi ha fatto, in quanto io stesso abbia partecipato attivamente all’assemblea di Fauglis, pur non essendo residente a Gonars.
Lei reputa una cattiva informazione la frase in cui “il sindaco abbia tentato vanamente di censurare gli interventi non TAV”. In risposta le riporto una frase da Lei stesso pronunciata:

 «Bon, adesso, diciamo così, le prolusioni, le discussioni, per non dire un termine offensivo… Tav/No-Tav, finiscono e io ora tolgo la parola a tutti quelli che sono di fuori Gonars (…) ora sentiamo le persone residenti».

 In realtà gli interventi che Lei ha bollato in quanto NO-TAV mettevano in luce vari aspetti sulla costruzione della linea. È altresì vero che Lei ha cercato di interrompere e togliere la parola ai non residenti, ma non riuscendoci ha comunque lasciato parlare le persone. Mentre interveniva il signor Tibaldi (non residente chiamato in causa da un residente) disquisendo sulla possibilità di una costruzione di nuove cave, Lei lo ha interrotto affermando:

 «(traduzione dal friulano) No, no mi fa parlare me adesso, per piacere. A me va bene quello che lei sta dicendo. Questo non è l’argomento della serata. Mi piacerebbe che lei sia così corretto, ma non lo è, che qui adesso ci sia un altro delle Ferrovie dello Stato o della Regione, a discutere con lei. Ma non è la serata questa per parlare di queste cose. Lei la sta mettendo su un piano che noi non abbiamo preso in considerazione, per cui lei sta cantando fuori dal coro. Finisca la sua… bon volevo dire una cosa tremenda… e dopo basta insomma… Perché non ci si può comportare così onestamente. Non è l’argomento. Lei parla davanti a una platea, me compreso, che non siamo in grado di controbattere perché tecnicamente non siamo in grado. La correttezza vorrebbe che lei non dicesse queste cose, o per lo meno le accennasse, e dicesse: ci troviamo un’altra volta con un contraddittorio adeguato, non con Marino Del Frate che fa il medico, e lì vi scornate e vi dite quel che volete. Questa non è la serata secondo me, comunque se lei vuole continuare… Che continui perché in regime di libertà bisogna lasciare parlare tutti».

 Tralasciando l’infelice espressione “regime di libertà”, giustamente Lei mette in dubbio la veridicità di quello che viene detto, ma le questioni poste dall’intervenuto, non dovrebbero infonderle qualche dubbio in più? Non basta giustificarsi dicendo che Lei, in quanto medico, non può sapere queste questioni. Non esiste! Lei è il Sindaco e in quanto tale assieme ai suoi collaboratori deve studiare queste cose. Non può assumersi la responsabilità di prendere decisioni così importanti senza avere idea di cosa stia accettando. E non credo possa bastare l’ascolto di quello che dice la Regione o i tecnici dell’Italferr. A Sevegliano si è avuta la chiara dimostrazione di come essi sappiano girare gli argomenti in loro favore. Bisognerebbe effettuare ricerche ambientali alternative e studi sulla necessità della TAV. Lei ha preannunciato un futuro incontro con i tecnici della regione o dell’Italferr. Spero che, coerentemente con le sue stesse richieste, assicuri un giusto contraddittorio al dibattito, invitando anche le persone non residenti intervenute all’assemblea di Fauglis.
Inoltre ricordo che sempre il signor Tibaldi ha affermato di aver inviato in Comune alcuni documenti in cui dimostra che a Roma “e stan imbrogliant le chiartis e le proceduris”. Nessuno di voi ha detto nulla in merito a queste carte, ma sarebbe interessante per la popolazione saperne qualcosa di più.
Quando in un intervento è stato detto:

 Spettatore A: «Probabilmente sarò fuori tema, come lei dice, però le hanno fatto del male tutti, posso farle un po’ di male anch’io…»
Sindaco: «No, no.. Non mi han fatto male… Han dimostrato solo la loro…»
Spettatore B: «Che cosa? È lei che deve dimostrare con i documenti…»
Sindaco: «Io non devo dimostrare nulla, io sono qui a sentire le proposte dei cittadini di Gonars. Non le tue, non le sue…»

 Io credo che Lei, avendo deciso di appoggiare la costruzione della TAV nonostante la sua dichiarata contrarietà, abbia il dovere di dimostrare ai cittadini quali saranno le reali ripercussioni sul territorio, e non sottacere tutti i vari aspetti fortunatamente toccati dalla platea di Fauglis.
Per esempio sulle cave, dopo ben tre interventi che toccavano l’argomento, ho dovuto chiedere in prima persona esplicitamente se ne sarebbero state costruite a Gonars. E il tecnico comunale ha affermato che esiste questa possibilità. Ma perché non lo avete detto fin da subito?
Inoltre è assolutamente falso che i residenti siano stati ostacolati nella possibilità di esprimersi, come da Lei dichiarato. I primi due interventi, anche abbastanza lunghi, sono stati fatti da due residenti. E verso la fine della riunione è stato più volte chiesto chi volesse prendere parola.
Infine sull’uso del termine “pavidi” rivolto ai Sindaci: l’uso del termine non è un atto di accusa, ma quasi un sentimento di compassione e comprensione nei loro confronti. L’ho voluto affiancare in tono provocatorio alle espressioni “accondiscendenti” e “ricattati”, ben sapendo che esistono larghe sfumature di caso in caso. A me dispiace molto vedere un Sindaco che ripetutamente esprime il suo dissenso alla costruzione della TAV nel suo territorio, ma ufficialmente è costretto ad appoggiarne la realizzazione. Lo so che non è una pavidità intrinseca o un asservimento basato su un auspicio di carriera politica. Per lo più questa pavidità mi sembra dovuta da un senso di impotenza e di rassegnazione. Forse anche di convenienza, sia ben chiaro, in termini di diplomazia Comune-Regione. Inoltre noto che i termini “accondiscendenti e ricattati” non abbiano destato lo stesso scalpore.
Termino questa lettera sottolineando che da parte nostra non esiste alcuna presa di posizione avversa all’Amministrazione comunale. Al contrario siamo entusiasti di questo dialogo che si è acceso tra l’Amministrazione e il nostro gruppo di giovani. L’esistenza di Corsia d’Emergenza è anche merito dell’appoggio del Sindaco e dell’assessore Baggio, che si è sempre reso disponibile ad incontrarci e ad offrire preziosi consigli.

Cordiali saluti,

 David Benvenuto
direttore di redazione di Corsia d’Emergenza

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